martedì, 31 Marzo 2020 Meteo In Italy - il Buongiorno si vede dal Meteo!

curiosità

Coronavirus: orari supermercati ridotti, passeggiate solo a 200 metri da casa

Emanata l’ordinanza promessa dal Presidente della Regione Luca Zaia: al supermercato uno alla volta e non nel weekend, limitati gli orari dei bar dei distributori e vietato correre o passeggiare oltre 200 metri dalla propria abitazione

L’ordinanza emanata dal presidente della Regione, valida su tutto il territorio regionale prevede che: al supermercato si potrà andare solo durante la settimana, nei weekend saranno chiusi, inoltre, potrà andare solo una persona alla volta per nucleo familiare. Gli orari dei bar e dei distributori saranno limitati e sarà vietato correre o passeggiare oltre 200 metri dalla propria abitazione.

Supermercati. I supermercati e tutti gli altri esercizi commerciali, tranne farmacie, parafarmacie ed edicola, chiuderanno la domenica e ci potrà andare una persona per nucleo familiare fatta eccezione di una mamma che non può lasciare il figlio a casa.

Corse e passeggiate. Non sarà possibile allontanarsi dalla propria abitazione per portare a passeggio il cane, per passeggiare da soli o per correre. La distanza massima consentita dal proprio domicilio è di 200 metri. Bisognerà comunque girare con un documento che attesti la residenza o il domicilio.

Bicicletta, monopattino e simili. Spostamento a piedi e in bicicletta sono possibili solo in caso di urgenza o per fare la spesa o per andare a lavorare.

Parchi e ciclabili. Chiusi in tutto il territorio regionale, anche nei posti dove i sindaci non avevano ancora emanato ordinanza specifica.

Bar e distributori. Negli autogrill e nei bar dei distributori di benzina sarà possibile solo mangiare o andare in bagno. I bar dei distributori vicino al centro abitato saranno chiusi alla stregua degli altri bar mentre quelli sulle strade a grande percorrenza saranno aperti dalle 6 alle 18.

Coronavirus: servizi gratuiti per cittadini e imprese, arriva la “solidarietà digitale”

Coronavirus: la digitalizzazione a supporto di cittadini e imprese

Grandi imprese e grandi gruppi hanno messo a disposizione, dei cittadini, alcuni servizi gratuiti per aiutarci in questo momento di difficoltà in cui è consigliato rimanere a casa.

Vi facciamo alcuni esempi:

Vodafone elimina limiti di minuti e giga;

Amazon mette a disposizione formazione e Prime Video;

Mondadori regala abbonamenti gratuiti per tre mesi ai magazine del Gruppo;

La Repubblica gratis per 3 mesi;

La Stampa gratis per 3 mesi;

Li trovate tutti sul sito ufficiale del Governo: https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/

Ecco l’elenco di alcuni servizi disponibili

Connettività e servizi

Wind Tre

Di cosa si tratta

100 giga aggiuntivi gratuiti per un mese alla clientela mobile prepagata residente nelle zone rosse individuate dal DPCM del 1 marzo 2020. Parallelamente, sempre nelle zone rosse, sono stati sospesi i processi di sollecito di pagamento dovuti a eventuali morosità per tutti i clienti titolari di un abbonamento per la telefonia fissa o mobile. Disponibili per 7 giorni 100 giga gratuiti dalla seconda metà di marzo, progressivamente a tutti i clienti mobili voce ricaricabili, dando priorità a quelli residenti nelle zone individuate dal DPCM dell’8 marzo.

Come aderire

Gli utenti delle zone rosse sono stati raggiunti automaticamente. Gli altri interessati verranno informati direttamente con un SMS

Smart working

Connexia

Di cosa si tratta

Connexia mette a disposizione per due settimane l’uso gratuito della piattaforma di smart working Webex, a tutte le realtà che lo richiederanno. Al termine del periodo non ci sarà alcun obbligo o costo per l’utente

Come aderire

Per attivare il servizio bisogna inviare una richiesta alla mail [email protected] indicando il nome dell’azienda e nomi, cognomi e indirizzi email delle persone che dovranno schedulare le sessioni

Servizi

Amazon Web Services

Di cosa si tratta

Amazon Web Service – AWS offre un pacchetto di crediti per fornire a Pubbliche Amministrazioni, organizzazioni non governative e non profit, startup e imprese, l’accesso a piano di supporto e canale di assistenza AWS per progetti legati all’emergenza

Come aderire

È possibile inviare le richieste di adesione via mail a [email protected]

E altro ancora… per cui restate comodi, a voi ci pensiamo noi!

Evviva l’Italia, quando siamo UNITI siamo una grande forza!

#IORESTOACASA: come combattere la noia

#IORESTOACASA: come combattere la noia

#iorestoacasa è la cosa più giusta da fare, in questo momento dobbiamo essere uniti per combattere la nostra “battaglia”.

Siamo la generazione dalle mille risorse, in un’epoca, dove non ci è mancato davvero nulla o forse si?!

Probabilmente, se volessimo trovare il senso a questa situazione, potremmo dire che il cosmo ha trovato il suo modo per riequilibrare le cose e le sue leggi e ci sta dando l’opportunità di riflettere su ciò che è veramente importante.

Insieme alla riflessione, perché no, troviamo un modo per ingannare il tempo.

Ecco 4 suggerimenti utili per goderci un “tempo migliore” lento, prezioso.

  • Il disegno ZEN.

Ne hai mai sentito parlare? Si tratta di quaderni da colorare per adulti, reperibili in tutte le librerie e online, ovviamente. Contengono immagini di Mandala e disegni Zen da riempire a proprio piacere per dare libero sfogo alla nostra creatività.

disegno zen

  • Riordinare e pulire.

Riordinare e pulire, sembrerebbero attività, al quanto, scontate e banali ma così non è! E’ arrivato il momento propizio per sbarazzarsi degli scheletri nell’armadio.

  • Scrivere un diario.

Scrivere un diario, perché no! In fondo, stiamo nel bel mezzo di un periodo storico d’eccezione e scrivere un diario è un modo per sfogare le proprie frustrazioni ma anche per lasciare traccia di questo periodo. Chissà che un domani non venga pubblicato come è successo ad Anna Frank. Anche lei non se lo sarebbe mai aspettato!

  • Imparare a “ammassare”

Imparare ad ammassare, quante volte mi sono morsa i gomiti (oltre ad utilizzarli per lo starnuto) per non avere prestato attenzione a come le mie nonne lo facevano, davo per scontato tutto, avevo la buonissima pasta bella e pronta senza alcuno sforzo. Bene, è arrivato il momento di rispolverare i ricordi e provare. I ricordi sono le eredità più preziose!

gosalute.it (pic by gosalute.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8 marzo: Giornata Internazionale della Donna

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna, in Italia comunemente conosciuta come Festa della Donna.
Le origini di questa giornata risalgono all’inizio del XX secolo, infatti, la prima Giornata Nazionale della Donna fu festeggiata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti, promossa del Partito Socialista Americano, che aveva designato questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che nel 1908 avevano rivendicato migliori condizioni di lavoro.

L’anno seguente la ricorrenza arrivò anche in Europa; in occasione del Congresso di Copenhagen, l’Internazione Socialista decise di istituire la Giornata Internazionale della Donna, per promuovere i diritti delle donne e contribuire alla campagna in favore del suffragio universale. Non era ancora stata stabilita una data precisa, e seguendo il modello americano la giornata cadeva nell’ultima domenica di febbraio.

L’anno seguente Germania, Austria, Danimarca e Svizzera furono le prime nazioni europee a celebrare la Giornata della Donna.

Rivendicazioni salariali, diritto di voto e di esercizio di pubbliche funzioni, eliminazione delle discriminazioni erano i temi al centro del dibattito, al quale parteciparono più di un milione di persone, tra uomini e donne.

Dalla rivoluzione Russa all’incendio in fabbrica

Le origini della Festa della Donna sarebbero collegate alla Rivoluzione Russa: l’8 marzo del calendario gregoriano coincide con il 23 febbraio del calendario giuliano, giorno in cui, nel 1917, le donne russe organizzarono uno sciopero per ottenere “il pane e la pace”. Pochi giorni dopo lo zar Nicola II fu costretto ad abdicare, così la data è rimasta nei libri di storia ad indicare l’inizio della Rivoluzione di febbraio. Nel 1921 la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste fissò l’8 marzo “Giornata Internazionale dell’operaia” e da qui la decisione di estendere la celebrazione a tutte le donne.

Altre versioni ritengono che l’istituzione della Giornata sia stata decisa per commemorare il tragico incendio della fabbrica di Triangle a New York, dove il 25 marzo 1911 persero la vita più di 140 operaie.

La mimosa

Nella nostra Penisola la prima Giornata Internazionale della Donna è stata festeggiata il 12 marzo 1922, ma si deve aspettare il 1946 per la comparsa della mimosa come simbolo.

L’Italia si preparava a festeggiare il primo 8 marzo del Secondo Dopoguerra e per l’organizzazione dell’evento si era fatta avanti l’Unione Donne Italiane, associazione femminile nata nel 1944 e tuttora impegnata in attività di difesa e promozione dei diritti della donna.

L’organizzazione era alla ricerca di un fiore che potesse contraddistinguere la Giornata. L’idea della mimosa fu proposta da tre attiviste: Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei.

Il fiore aveva caratteristiche ideali per diventare il simbolo della Festa della Donna: la sua fioritura avviene proprio nei primi giorni di marzo e i suoi costi sono sempre stati piuttosto contenuti. Il giallo, inoltre, esprime vitalità, forza e gioia ed è il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. La tonalità giusta per diventare una metafora per ricordare le donne che si sono battute per l’uguaglianza sessuale.

Coronavirus: la propagazione più pericolosa tra informazione e social network

Coronavirus: l’informazione, può essere pericolosa?

Coronavirus: che ruolo hanno avuto, in tutta questa vicenda, l’informazione e social network?

L’informazione è stata oggettiva nelle cronache, ha diffuso la realtà dei fatti? O semplicemente ha trasmesso quello che gli faceva comodo per raggiungere quanto più utenti possibili? Plausibilmente si potrebbe definire “disinformazione”.

Oggi se non leggi o guardi i giornali, sei disinformato e non sai cosa succede intorno a te, al contrario, invece, rischi di essere informato male.

Il ruolo dell’informazione negli anni è cambiato, inizialmente si cercavano di comunicare i fatti realmente accaduti e quanto più possibili vicini alla realtà degli eventi, oggi forse “grazie” a internet, alla rete e al web, l’obiettivo è raggiungere quanti più utenti possibili e questo porta alla creazione di titoli apparenti, talvolta ingannevoli con altrettanti contenuti artefatti.

Una delle conseguenze è il bisogno di arrivare per primi anche a scapito della verità.

Fare comunicazione è una grossa responsabilità che, in questa società liquida, pare abbiano perso un po’ tutti. Non bisogna arrivare primi, ma dichiarare la verità!

Dobbiamo preoccuparci di chi danneggiamo, a chi potremmo fare male, invece non ci interessa a chi distrugge quella notizia, non ci interessa che sia vero, l’importante è vendere. L’economia alla base di tutti i mali, perché?

coronavirus stampa

Il ruolo dei social network in questa vicenda

Che ruolo hanno avuto invece i social network in questa vicenda?

I social network, invece, in tutta questa vicenda hanno mostrato l’altro lato della medaglia, talvolta hanno fatto emergere la verità controllata dal Governo e le storie personali delle persone. Nel bene e nel male: i media digitali si stanno anche rivelando un mezzo per ridurre le conseguenze negative dell’infezione e fare emergere verità e racconti della gente. Ecco perché la stessa Oms sta collaborando con tutte le società di social media come Google, Facebook etc. con l’intento di combattere notizie incontrollate e “falsi miti” e per garantire che le informazioni corrette e ufficiali siano facilmente individuabili e soprattutto ben visibili prima di tutte le altre.

Tutta questa insana comunicazione, inoltre, ha alimentato la paura nelle persone, ha diffuso il terrore, ha paralizzato città e quieto vivere.

Questo ci dimostra che, come sempre, tutto dipende dalla coscienza di chi manipola lo strumento, da una parte c’è la rielaborazione per il raggiungimento dell’obiettivo, come ad esempio un traguardo economico, di menti “diaboliche”, dall’altra fingere di non sapere i danni che si possono indurre con la cattiva gestione di gran parte degli strumenti di comunicazione.

La colonia dei cavallucci marini calabresi

Lungo la costa jonica, nei pressi di Reggio Calabria, i cavallucci marini hanno trovato il loro habitat naturale. i fondali di ghiaia e sabbia e le cavità naturali che impediscono la pesca a strascico ne hanno favorito lo sviluppo.

La loro presenza indica che il mare in quel tratto è pulito e salubre. La loro presenza si rivela un’attrazione per appassionati e amanti della natura, che li possono osservare da vicino, immergendosi con le dovute cautele, in primavera ed estate. Il cavaluccio marino sembra dunque aver trovato da tempo, lungo la costa del basso jonio reggino, in Calabria, il suo habitat più congeniale.

Come abbiamo detto un ruolo favorevole alla permanenza degli ippocampi è il fondale, fatto di ghiaia e sabbia a media granulometria; oltre a questo, l’abbondanza di krill, plancton e piccoli gamberetti invita il cavalluccio marino a restare, perché il tutto rappresenta il suo “piatto preferito”. Questo è solito nuotare in verticale sui fondali, tra i 5 e i 40 metri di profondità, grazie alla piccola pinna dorsale di cui è dotato.

Si tratta di una specie monogama, ed è l’unico esempio di specie animale in cui è il maschio a partorire i piccoli. Abbastanza raro, al limite dell’introvabile, questo animale che da sempre alimenta l’immaginario collettivo rischia l’estinzione per i classici motivi: l’inquinamento, che distrugge i loro habitat, la pesca a strascico e il commercio degli acquari.

In Italia sono presenti due specie di cavallucci marini, l’Hippocampus guttulatus, con escrescenze sul dorso, e l’Hippocampus Hippocampus, col muso più corto. Quest’ultimo è elencato nelle specie più vulnerabili, per questo la loro presenza in Italia è un segnale molto positivo.

Un’ultima notazione va fatta sulle dimensioni dell’ippocampo, che nello Stretto di Messina può raggiungere fino a dieci centimetri per il cosiddetto “gigantismo dello Stretto”.

Si tratta di un fenomeno ben noto agli studiosi, in base al quale le specie ittiche presenti nel braccio di mare tra Scilla e Cariddi spesso tendono a superare le loro normali dimensioni a causa della sovrabbondanza di sostanze nutritive assicurata dal continuo rimescolio delle acque

Coronavirus: “creato in laboratorio come arma da guerra biologica?”

Coronavirus: ombre sulla vicenda

Coronavirus un piano studiato a tavolino, la tessera mancante di un disegno delineato, il tassello di un progetto tracciato? Probabilmente è un interrogativo di molti.

Francis Boyle, professore di diritto allʼUniversità dellʼIllinois e creatore del Biological Weapons Act, getta nuove ombre sul virus che ha visto la luce nella città cinese di Wuhan, è quanto afferma in un’intervista rilasciata al sito Geopolitics and Empire. Il governo cinese avrebbe quindi inizialmente cercato di coprire il caso mentre ora sta adottando misure drastiche per contenere l’epidemia. Il laboratorio BSL-4 di Wuhan è anche un centro di ricerca dell’Organizzazione mondiale della Sanità e per questo motivo, secondo Boyle, la stessa Oms “non poteva non sapere”. La posizione del professore dell’Università dell’Illinois è in netto contrasto con la versione ufficiale, quella secondo cui il coronavirus si sarebbe diffuso a partire dal mercato del pesce di Wuhan. Versione che però è stata già contestata da altri esperti del settore.

Si insinua la voce che il nuovo coronavirus sia stato creato in un laboratorio militare cinese da una combinazione di particelle, corpuscoli, masse.

La vicenda non è chiara, per quale motivo la Cina avrebbe fatto questo? Possiamo considerarlo un autogol? Le domande sono tante e diverse: quale disegno c’è dietro? Chi perde, chi vince?

L’unica cosa che possiamo affermare con certezza è che stiamo consumando vite e alimentando paure, si “scommette” sull’ esistenza delle persone, la vita paragonabile a una roulette russa.Davvero la sete di potere può portare a questo? Può una mente umana essere così diabolica e pensare così in grande?

Il problema è, che è evidente che non siamo in un film, non siamo a Ghotma City dove ad un certo punto arriverà Batman a salvarci, dove il bene vincerà sul male. Prudenza!

(fonte tgcom24)

Candelora dall’inverno semo fora

La Candelora è una ricorrenza cristiana che viene celebrata il 2 febbraio, è chiamata anche Festa della purificazione della Vergine Maria e della presentazione di Gesù al Tempio.

La festa prende il nome di Candelora perché in quel giorno si distribuiscono ai fedeli le candele benedette. La tradizione vuole che queste candele proteggano da calamità e tempeste. Ovviamente le candele accese simboleggiano Gesù Cristo, ovvero, la luce del mondo.

La cerimonia delle candele sembra derivare dall’antico uso romano di accendere torce in onore di Giunone Februata.

Diverse celebrazioni legate al simbolismo della “luce” cadono in questo periodo dell’anno. Numerosi studi hanno ipotizzato che il giorno dedicato alla Candelora celebrata ai nostri giorni potrebbe essere stato introdotto per prendere il posto di una festività pagana già esistente.

Un esempio che prova quanto detto, è la festa di Imbolc. Caratteristica celebrazione della tradizione celtica che segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile. Vale a dire, il momento di passaggio dal buio e freddo alla nuova luce.

La festa della Candelora, già dal VIII secolo d.C., era molto sentita. A Roma, sede del papato, si compiva una lunghissima processione che partiva da Sant’Adriano e attraversava i fori di Nerva e di Traiano, attraverso il colle Esquilino, per raggiungere la basilica di Santa Maria Maggiore.

In tempi più recenti, la processione si accorciò, svolgendosi intorno alla Basilica di San Pietro. Per la Candelora, all’interno della Basilica, venivano poste delle candele sull’altare, con un fiocco di seta rosso e argento adornato con lo stemma papale. Venivano poi scelte tre di queste e la più piccola era consegnata al Papa, mentre le altre due andavano al diacono e al suddiacono ufficiali. Una volta benedetti i ceri, il Papa consegnava la sua candela al cameriere segreto e passava alla benedizione dei ceri.

Dal punto di vista meteorologico, la candelora indica l’inizio di quel breve periodo dell’anno che precede la primavera, con temperature miti e sempre più scarse precipitazioni.

Diversi sono i detti popolari sulla Candelora. Sicuramente il più famoso è:

Candelora dell’inverno semo for Ma se piove e tira vento, dell’inverno semo drento

ossia il con il giorno della Candelora l’inverno può considerarsi finito ma se in quella giornata il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno.

Negli Stati Uniti la festa religiosa è stata sostituita da una laica, “il giorno della marmotta “, Groundhog Day, sempre il 2 febbraio.
La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane.

Invasione locuste in Africa

Locuste in Africa, Coronavirus in Cina. Il mondo si sta ribellando?!

L’Africa rischia una serissima carestia dovuta all’invasione di locuste, duecento miliardi di insetti hanno messo in ginocchio questo Paese con rischio di forte espansione anche verso il Medio Oriente.

E’ richiesto l’intervento di aiuti internazionali. Diversi Paesi fanno i conti con una crisi mai vista negli ultimi decenni. Lo denuncia la Fao che lancia un appello per aiuti per l’alimentazione e l’agricoltura, il pericolo di carestia in Africa orientale è elevatissimo se non si metteranno sotto controllo gli enormi sciami di locuste che infestano la regione.

I numeri sono da brividi e l’agenzia Onu stima che il prossimo giugno il numero possa crescere esponenzialmente di 500 volte.
Una emergenza simile non si vedeva in Etiopia e Somalia da 25 anni, addirittura 70 in Kenya. A rischio anche Sud Sudan e Uganda.
In Kenya sciami di cavallette a centinaia di milioni oscurano il cielo su spazi pari al doppio di Roma.

Se non viene fermata in tempo, l’invasione di questi insetti che già divorano le colture di cinque Paesi dell’Africa orientale si trasformerà in una “catastrofe umanitaria”, con decine di milioni di abitanti senza cibo.

 Venti milioni di persone a rischio, pronto un piano di emergenza.

L’Uganda invia aerei, trattori e pick-up per campagna pesticidi. Sono stati inoltre consegnati centinaia di spray più piccoli e manuali. Come ha spiegato il direttore per le emergenze della Fao, Dominique Burgeon, è stato lanciato un appello alla comunità internazionale da 76 milioni di dollari, e ad ora ne sono stati ricevuti solo 21 milioni. Burgeon ha detto che si tratta di un’altra dimensione dell’emergenza climatica. (da Repubblica)locuste africa (pic by Repubblica)

Carnevale sostenibile, come realizzare: coriandoli, dolci e mascherine a favore dell’ambiente.

Carnevale: non più coriandoli di plastica.

Carnevale è la festa del divertimento per antonomasia, un periodo di gioia per tutti, tranne che per l’ambiente. Dopo il divertimento subentra il dovere, è giusto pulire, peccato però che i coriandoli siano uno tra gli oggetti che ritrovi ovunque, durante tutto l’anno. Per quanto il colore rallegra e rende felici, non possiamo dire altrettanto dell’impatto che, i protagonisti di questa festa, hanno sull’inquinamento a causa dei materiali di cui sono fatti.

criandoli carnevale

Ecco, dunque, come trascorrere un carnevale sostenibile.

Nonostante il divertimento e l’allegria, su una cosa dobbiamo essere intransigenti, la difesa del nostro pianeta. Per questo motivo, secondo Donna Moderna, ecco alcuni utili consigli per creare coriandoli sostenibili, dolci e maschere di Carnevale fai da te a costi ridotti:
Come fare coriandoli di Carnevale sostenibili. Da ormai parecchi anni, purtroppo, molte aziende hanno deciso di produrre coriandoli e stelle filanti di plastica: questo materiale, infatti, rende senz’altro più vivi i colori ma, allo stesso tempo, fa aumentare a dismisura il loro impatto sull’ambiente.

(Fonte Donna Glamour https://www.donnaglamour.it/carnevale-sostenibile-come-fare/lifestyle/)

Per questo motivo il primo suggerimento per un Carnevale green è quello di comprare solo ed esclusivamente coriandoli di carta. Se, invece, volete crearli con le vostre mani, per la gioia di tutti i bambini, sono necessarie soltanto alcune vecchie riviste, una perforatrice e…buon divertimento!

Per le Maschere di Carnevale, invece, non è necessario essere maestri di cucito. Quello che vi serve è qualche pezzo di cartone, alcune vecchie stoffe che non utilizzate più e, soprattutto, tanta fantasia. Se, anche dopo aver visto decine di tutorial su YouTube a riguardo, avete capito che non è la strada giusta che fa per voi, nessun problema: dateti al “riciclo creativo”. Possedete una vecchia tuta da ginnastica, un tutù o, semplicemente, una divisa da karate? Se sì, possono già essere delle valide alternative ai costumi fai da te.

Dolci di Carnevale sostenibili. Non c’è niente di più bello che creare insieme ai propri figli o nipoti qualche dolce di Carnevale: chiacchiere, castagnole, frappe e chi più ne ha più ne metta. Nel limite del possibile, però, cercate di rispettare la stagionalità: comprate soltanto ingredienti tipici dell’inverno, magari biologici e a chilometro zero. Il risultato finale non deve essere perfetto esteticamente: non è necessario impiattare il cibo con stile, l’importante è che sia buono da mangiare. Questo consiglio andrebbe rispettato sempre, non solo a Carnevale: in questo modo non preparerete soltanto del cibo che sarà più buono e salutare, ma educherete anche le nuove generazioni a rispettare l’ambiente e ciò che la Terra offre in ogni parte dell’anno.