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Contenuti fake: dalla tecnologia una soluzione

Deep fake: due app per scoprire foto e video falsi. Come funzionano?

Contenuti video e foto manipolati così bene da sembrare veri, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale: è il fenomeno cosiddetto del deep fake, ultima frontiera delle fake news, che secondo l’ultimo Rapporto Censis avrebbero già ingannato almeno un italiano su due. E se una notizia falsa può generare ancora qualche dubbio, un’immagine o un video ben ritoccati nell’era della post verità possono invece essere molto convincenti.

Due startup, la statunitense Truepic e la britannica Serelay, sono al lavoro su due app gratuite, per iOS e Android, che utilizzano algoritmi in grado di verificare l’autenticità di una foto. Se un’immagine diventa virale, per esempio, attraverso queste app può essere confrontata con l’originale e verificare se ha mantenuto la sua integrità. In questo modo chi vuole evitare che una propria foto venga manipolata, non deve fare altro che usare una delle due app al posto della fotocamera dello smartphone: a ogni foto viene aggiunta una filigrana, che conduce a una copia dell’immagine salvata, così che gli utenti possano confrontarle facilmente.

Le due tecnologie alla base di Truepic e di Serelay operano in modo diverso, ma raggiungono lo stesso risultato: mentre Truepic carica le immagini dei suoi utenti e le memorizza nei suoi server, Serelay archivia una sorta di impronta digitale delle foto ricavata da un centinaio di valori matematici per ciascuna immagine: valori che sarebbero sufficienti per rilevare modifiche apportate a livello di singolo pixel e determinare così quale sezione dell’immagine è stata cambiata.

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