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Incendi in Grecia

Incendi in Grecia, ipotesi dolo

Sono giorni di terrore in Grecia dove l’assenza di precipitazioni ed il forte vento da nord, alimentano gli incendi che probabilmente hanno origine dolosa.

A Rafine, secondo il sindaco, ci potrebbero essere oltre 100 vittime. Sull’origine degli incendi sia i Vigili del fuoco che la Polizia concordano che è impossibile affermare che gli incendi siano casuali. “Nulla resterà senza risposta”, ha garantito il premier greco Alexis Tsipras, in un discorso alla nazione. Intanto, è attivo un database online per cercare le persone disperse. Tv greche: “In alcune città, corpi abbracciati e carbonizzati come a Pompei”.

Stato dell’arte con gli incendi in Grecia che sono ancora attivi:

Sono 47 i roghi che solo nelle ultime 24 ore hanno distrutto le grandi pinete intorno ad Atene, in Grecia, causando la morte di 74 persone e il ferimento di altre 556, come riferisce la Croce Rossa. Almeno 16 sono i bambini ricoverati in gravi condizionima il numero è ancora provvisorio. Mentre, secondo i vigili del fuoco, non è ancora possibile stabilire un numero preciso di dispersi. Per provare ad avere un’idea di quanti possano essere e cercare di rintracciarli, è stato attivato un database su Internet. 

Il sindaco di Rafina, uno dei paesi distrutti dagli incendi assieme a Mati, ha detto alla tv greca Skai di temere che le vittime possano essere oltre 100 e parla di 1500 case distrutte. E l’Attica continua a bruciare senza sosta, mentre le autorità greche ritengono che gli inneschi siano di origine dolosa: “Sono bruciati terreni boscosi e coltivati, uno dopo l’altro – dicono vigili del fuoco e polizia – E questo dimostra che è impossibile dire che siano casuali“. I vigili del fuoco hanno annunciato che sono riusciti a bloccare l’avanzata delle fiamme intorno a Mati, ma c’è un altro fronte aperto nella città di mare di Kineta, circa 50 chilometri a ovest di Atene, dove un primo incendio era scoppiato lunedì mattina. Qui non è stata registrata nessuna vittima, ma diverse auto e case sono andate in cenere. (Il fatto Quotidiano)

 

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